Il Coronavirus ha incentivato i pagamenti elettronici

Il Coronavirus ha incentivato i pagamenti elettronici

In Italia si registra una crescita anche dopo lo stop del Cashback

La pandemia da Covid-19 ha colpito molto duramente diversi comparti economici, ma non ha bloccato il mondo dei pagamenti elettronici”. Queste le parole con cui Alessandro Perego, Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, ha esordito durante il suo intervento al convegno “Innovative Payments”. Diversamente da quello che ci saremmo aspettati, il Coronavirus ha incentivato i pagamenti elettronici.

Nei cittadini italiani, e non solo, nasce la “paura” verso il contatto con banconote e moneta. In più, si sviluppa l’esigenza di ricorrere all’online nel quotidiano. In questo contesto, proprio i pagamenti elettronici ci hanno permesso di acquistare in rete e il contactless ha rivelato la propria utilità al momento della riapertura dei negozi.

Incremento dei pagamenti elettronici anche dopo lo stop del Cashback

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, si è verificato un incremento dei pagamenti elettronici; in Italia si registra una crescita anche dopo lo stop del Cashback avvenuto nel secondo semestre del 2021. L’Amministratore delegato e direttore generale di Bancomat, Alessandro Zollo, ha annunciato la rivoluzione digitale ormai in atto in Italia. Lo confermano i dati rilevati dall’Osservatorio Innovative Payments del Politecnino di Milano: rispetto al 2020, raddoppiano i pagamenti digitali con carta o gestiti via smartphone e continua a crescere il numero di transazioni contactless.

Alla velocità e semplicità di queste modalità di pagamento, si aggiungono:

  • la massiccia diffusione dei POS abilitati;
  • l’innalzamento della soglia per pagamenti senza PIN a 50€.

Tutti fattori che, assieme, hanno contribuito a una crescita nei pagamenti digitali del 22% nell’anno in corso. Per un ammontare di ben 327 miliardi di euro.

Trend dell’anno e progetti futuri

Avrai già sentito parlare di “Buy now, Pay Later”, uno dei trend dell’anno con cui è possibile rateizzare le spese a zero interessi. Si tratta di una formula che ha riscosso immediato successo e continua a essere apprezzata. Non indifferente il fatto che sia disponibile anche per tutti i versamenti in favore della Pubblica Amministrazione.

Ma l’innovazione digitale nel settore dei pagamenti non sembra arrestare la sua corsa…

Un progetto che vedrà coinvolto il gruppo Nexi riguarda la riduzione del time-to-market dei prodotti, ovvero del tempo tra l’ideazione di un prodotto e la sua commercializzazione. Prenderanno il via anche iniziative finalizzate alla smaterializzazione delle carte, che potranno essere portate “dentro” gli smartphone.

Spinte alla diffusione dei pagamenti digitali ed effetti sperati

Conditio sine qua non per la diffusione dei pagamenti digitali riguarda il superamento di alcune paure sviluppate dagli italiani; oggi, abbiamo smesso di considerare “pericolosi” i pagamenti elettronici, a cui ci approcciamo con sempre maggiore sicurezza. Determinante è stato anche l’intervento del governo, con l’introduzione di sanzioni per chi rifiuta i pagamenti col POS.

Si punta all’adozione di massa del digitale: l’impiego del Bancomat accorcia considerevolmente le distanze. Questa “trasparenza” ha tra gli effetti sperati il raggiungimento di un livello di inclusività tale da favorire la partecipazione al sistema di quante più persone possibili.

Limiti culturali e falsi miti

Mettersi finalmente al passo col resto dell’Europa significherebbe essere riusciti a superare i falsi miti. Ti stupirà sapere che l’attuale divario con gli altri Paesi europei non è di tipo tecnologico. Si tratta piuttosto di un limite culturale per cui abbiamo sviluppato una visione distorta della realtà!

  • Volendo smentire le voci sulle commissioni troppo alte, è importante precisare che ci troviamo sotto la media europea.
  • Allo stesso modo, non siamo affatto indietro con i sistemi di accettazione e disponiamo di un numero di terminali addirittura maggiore rispetto al resto dell’Unione europea.

Dal punto di vista delle transazioni pro- capite, l’Italia figura soltanto al 27° posto, dopo essere già stata superata dalla Grecia nel 2019 e dalla Germania l’anno successivo.

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A presto!

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